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d'autore

 

 

 

Sulle tracce dell'oro giallo

Insieme al mondo dell’agricoltura, la civiltà mineraria nell’ennese rappresenta con ogni probabilità la maggiore tradizione produttiva che il territorio abbai mai avuto. Una produzione, quella mineraria,  che, soprattutto a partire dal XVIII secolo con l’impennarsi della richiesta dello zolfo per la produzione della polvere pirica,  non solo cambiò il paesaggio caratterizzandolo con gallerie, pozzi, castelletti, discenderie, calcheroni ,  forni “Gill” , ma che influì in maniera determinante sulla organizzazione sociale. Muoversi sulle tracce dell’oro giallo “dei poveri” è un viaggio carico di emozione, che consente di coniugare aspetti legati all' architettura e archeologia industriale e all'ingegneria, elementi sociali e culturali che la civiltà mineraria ha portato, creato, lasciato in eredità a queste terre.

1 giorno: arrivo a Enna, operazioni di check in in hotel. Nel pomeriggio,  minitour delle città, con il suo magnifico Castello di Lombardia, la Torre di Federico II e le tante chiese, tra le quali spiccano per interesse artistico ed architettonico  la Chiesa di San Francesco Di Paola che ospita  una statua in marmo della Madonna di Loreto ed un busto di San Francesco di Paola del Gagini, la Chiesa Madre di Enna, eretta sulle rovine del Tempio di Proserpina o la Chiesa di San Michele Arcangelo, un ex moschea araba, la cui facciata è in stile coloniale spagnolo. Prima  o dopo cena consigliamo la degustazione di un buon bicchiere di vino presso il  caffè letterario al Kenisa, un locale suggestivo , nel cuore del centro storico della città,  ex moschea, ex chiesa ora sconsacrata che conserva stucchi dei primi decenni del ‘700 e una suggestiva  cripta sotterranea, con tanto di altare ed essiccatoi,  scavati nella roccia. Pernottamento in hotel .

2 giorno: colazione in hotel e partenza alla volta del Parco Minerario Floristella - Grottacalda, documento vivente della memoria storica legata alle miniere di zolfo e ai suoi minatori.  E’ questa una vastissima area che ospita Palazzo Pennisi, residenza degli antichi proprietari, ma soprattutto gallerie, pozzi, castelletti, discenderie, calcheroni ,  forni “Gill” ed un parco di 400 ettari di grandissimo interesse naturalistico. La visita al Parco, che potrà essere  guidata,  ha una durata di circa due ore, il percorso da fare a piedi , comprende la visita del palazzo e l’escursione per i sentieri che conducono ai diversi reperti di  archeologia industriale. A fine visita, suggeriamo una sosta presso l’agriturismo all’interno del parco; un’azienda agricola che produce olio e ortaggi e che, nel suo ristorante,  propone una cucina biologica, basata sugli  ingredienti di produzione propria. Nel pomeriggio  trasferimento a  Piazza Armerina  per la visita della mostra permanente della civiltà mineraria, nata al fine di  salvaguardare la tradizione legata all’estrazione dello zolfo. I cristalli di zolfo, le miniature di calcheroni  e forni, gli antichi utensili  e  la suggestiva rassegna fotografica  conducono il visitatore in un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, alla scoperta della attività mineraria che ha influenzato la Sicilia dell’epoca. Nel tardo pomeriggio rientro ad Enna. Pernottamento.

3 giorno: colazione in hotel e partenza per la visita del Treno Museo, un spazio museale unico nel suo genere,  allestito su vagoni merci appositamente adattati all’interno della Stazione di Villarosa, per un percorso audio guidato tra l’accurata e preziosa raccolta di oggetti  di uso quotidiano nelle miniere e nelle case nei primi anni del secolo scorso. Per il pranzo suggeriamo un agriturismo , adiacente al museo , che ha  abbracciato la filosofia del kilometro zero: nel pieno rispetto della stagionalità degli alimenti, tutto ciò che produce la terra, diventa la base del menù proposto, dagli ortaggi alle verdure dai formaggi ai salumi,  fino a gustare il pane e la pasta prodotta secondo le tradizioni dei tempi antichi, direttamente dal grano locale, estratto da un piccolo mulino con le macine a pietra. Compatibilmente con il tempo a disposizione, suggeriamo la visita, in località Pietraperzia, di Castello Barresi e della Valle delle fornaci in gesso, dove si trovano ancora oggi le superstiti strutture delle “carcare”, testimonianza dell’archeologia industriale dell’estinta civiltà mineraria.


Fine dei servizi

 

DA NON PERDERE NELLE LOCALITA’ DEL PROGRAMMA

Se il vostro soggiorno è nella Settimana Santa  :

Dal  Venerdì Santo e alla Pasqua , Enna. Si tratta di celebrazioni antiche che affondano  le radici al tempo della dominazione spagnola (XV-XVII sec.) quando esistevano già le Confraternite, prima come corporazioni di arti e mestieri e successivamente anche come movimenti religiosi con lo scopo di promuovere il culto e la fede. Anticamente erano 34; oggi ne esistono solo 15, ognuna contraddistinta da un proprio abito e colore  e ciascuna di loro, dalla Domenica delle Palme al Mercoledì Santo, si reca in Duomo, con giorno e ora stabilita, per l'adorazione del SS.Sacramento chiamata "l'ura". Assolutamente da non perdere la processione dei confrati del  Venerdì Santo, una celebrazione suggestiva ed emozionate che coinvolge l’intera comunità ennese.

 “Lu sugniri di li fasci” , Pietraperzia.  un immenso crocifisso, sorretto da un globo colorato simbolo della rinascita,  al cui fercolo, come voto, sono   annodate centinaia di fasce bianche , conservate e tramandate nei decenni in ciascuna famiglia. In uno spettacolo quasi surreale ,  “Lu signuri di li fasci”, con i suoi nastri tirati , quasi a formare una montagna, si muove tra le vie strette , accompagnato dai  canti e dalle nenie dei fedeli; è questo senza dubbio una delle celebrazioni più suggestive del verdì santa, in terra siciliana.

 

Se il vostro soggiorno è nel mese di Aprile:

La processione della Madonna delle Vittorie, Piazza Armerina. Ogni anno nell’ultima domenica di aprile, una copia della sacra icona di Maria SS. delle Vittorie, viene portata in processione dal Santuario di Piazza Vecchia in un percorso molto suggestivo,  lungo un paio di chilometri,   fino alla Chiesa degli Angeli Custodi, per essere venerata da tutti i fedeli e poi riportata indietro giorno 3 Maggio, giorno della  festa, quando tra  manifestazioni di grande devozione e momenti di folklore e conviviali, la sacra immagine rientra al Santuario.

Se il vostro soggiorno è nel mese di Maggio:

La processione della Madonna delle Vittorie, Piazza Armerina. Ogni anno nell’ultima domenica di aprile, una copia della sacra icona di Maria SS. delle Vittorie, viene portata in processione dal Santuario di Piazza Vecchia in un percorso molto suggestivo,  lungo un paio di chilometri,   fino alla Chiesa degli Angeli Custodi, per essere venerata da tutti i fedeli e poi riportata indietro giorno 3 Maggio, giorno della  festa, quando tra  manifestazioni di grande devozione e momenti di folklore e conviviali, la sacra immagine rientra al Santuario.

Se il vostro soggiorno è nel mese di Luglio:

Maria Santissima della Visitazione, Enna. E’ la festa della Madonna della Visitazione che si celebra il 2 luglio; la celebrazione inizia con i 101 colpi a cannone che svegliano la città alle 7 del mattino  per poi continuare con la folla dei fedeli che popolano  le vie principali del centro storico per assistere alla processione della statua della Madonna,  ingioiellata con ori e pietre preziose,  parte del tesoro del Duomo. Nel corso delle celebrazioni, oltre cento uomini scalzi, noti come gli ignudi, portano il fercolo a spalla dal Duomo fino alla "Chiesa di Montesalvo”, dalla quale escono correndo le statue di  San Zaccaria e di Santa Elisabetta, che vanno incontro alla Madonna.  Caratteristica della processione , le cosiddette "sarbiate", salve di cannone , esplose nelle piazze dove la processione fa tappa. La Vergine rimane “ospite” dei due anziani cugini, Zaccaria ed Elisabetta, per due domeniche consecutive al 2 luglio, per poi essere  ricondotta al duomo con un’ analoga processione.

Se il vostro soggiorno è nel mese di Agosto:

La Madonna della Cava, Pietraperzia. Protagonista delle celebrazioni di Pietraperzia del 14 e 15 Agosto è la patrona del paese,  la Madonna della Cava, che deve il suo nome alla  tradizione che vuole che la sua immagine dipinta su pietra arenaria venne ritrovata in una cava. Si narra che la persona che ritrovò tale immagine, dapprima muta, riuscì recuperare l’uso della parola, fu questo il  miracolo che diede vita ai pellegrinaggi, talvolta anche a piedi scalzi, verso il santuario mariano rurale che dista circa quattro chilometri dal paese. Da non perdere la Santa Messa, sicuramente di grande suggestione, che si celebra a mezzanotte fra il 14 e il 15 agosto, festa dell’Assunzione di Maria al Cielo.

 

DA NON PERDERE NELLE LOCALITA’ LIMITROFE

Villa Romana del Casale, Piazza Armerina. Una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni che ha riportato alla luce la  villa romana , meglio conservata al mondo. Risalente al IV secolo D.C, la villa romana fu edificata su una “fattoria”, una villa rustica della  prima metà del III secolo d.C. finalizzata alla coltivazione dei cereali, materia prima strettamente legata al culto di Cerere, la dea del grano e della terra coltivata. Entrata di diritto a far parte dei siti Unesco, la  villa rappresenta un documento di storia dell’arte unico al mondo;  l’importanza delle rappresentazioni  e   l’ immenso valore artistico  dei suoi oltre 40 pavimenti a mosaico policromo regalano al visitatore un’esperienza emozionante  ed unica di conoscenza della vita degli antichi romani.

Museo Archeologico, Aidone. Situato presso un ex convento dei Cappuccini del XVII secolo. Il museo custodisce i reperti  provenienti da Morgantina e dal colle di Cittadella; i reperti,  appartenenti al periodo che va dal IX alla metà del V secolo a.C,  sono  la preziosa testimonianza della coesistenza delle culture sicula e greca nella cittadina. Tra i tanti reperti esposti spiccano per interesse, la testa dell'Ecce Homo (attribuita a un certo Frà Umile da Petralia) , che presenta la particolarità di cambiare espressione a seconda dell'angolo di visuale, il meraviglioso altare maggiore in legno dorato , i  due acroliti (due teste, tre mani e tre piedi in marmo) di epoca greca arcaica, appartenenti verosimilmente alle dee Demetra e Kore ed infine la celebre statua della Dea di Morgantina, balzata alla cronache per essere stata  trafugata nella seconda metà del Novecento, poi venduta al Paul Getty Museum che, dopo un lungo contenzioso,  ha deciso di restituirla alla “terra natale” nel marzo del 2011.

Sito archeologico di Morgantina. Alla scoperta di una città antica che ebbe il suo maggiore splendore nel III sec. AC  per poi essere abbandonata quattro secoli dopo. Gli scavi si estendono in una piccola vallata e sulle due colline che la racchiudono; al visitatore appaiono chiaramente l'agora, un piccolo teatro e, sulla collina a nord, alcuni mosaici.  Si suggerisce di integrare la visita al sito con quella al Museo Archeologico di Aidone, dove oggi sono custoditi  buona parte dei reperti rinvenuti.