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Il mito e i prodotti della terra

Divinità e figure mitologiche  indissolubilmente legate ai prodotti della terra: dal mito di Cerere, la dea della terra coltivata e del grano a Dioniso, il dio che regalò agli uomini il vino. Un viaggio tra storia, mitologia e cultura gastronomica, un itinerario   non solo per ammirare reperti archeologici unici ma anche per  ricostruire la storia delle tradizioni e dei simboli connessi al cibo dall'antichità ai giorni nostri.

1giorno: arrivo a Enna e operazioni di check in in hotel. Nel  pomeriggio visita delle città, che include  la Rocca di Cerere, la  rocca più alta dei “Monti della lana” (gli Erei) consacrata a Cerere, dea propiziatrice dei raccolti onorata da tutte le genti di Sicilia.  Il culto di Cerere (Demetra greca)  ha avuto qui un'importanza particolare e ne sono  testimonianza le coltivazioni che ancora oggi caratterizzano questa zona. A fine della visita città, degustazione dei prodotti tipici di queste terre:  vino, pane fatto in casa e formaggi. Pernottamento.

2giorno: colazione in hotel e partenza per una piacevole giornata da trascorrere a Pergusa, una delle frazioni più importanti di Enna.  Pergusa offre un paesaggio suggestivo, dove  coesistono armonicamente lo stupendo lago, la foresta, il villaggio ed le morbide colline  ammantate di vigneti e uliveti. E’ questo il paesaggio celebrato ne “Il ratto di Persefone” (Proserpina per i Romani), è questa la terra dove Aristeo, esiliato,  introduce la coltivazione di olivi, coltivazione che trova la sua massima espressione nel campo sperimentale di germoplasma di Villa Zagaria. In uno scenario paesaggistico spettacolare, impreziosito dalla suggestiva vista sul Lago di Pergusa e sull’Etna, si trova quella che è stata definita “una biblioteca per la pianta a cielo aperto”, un campo sperimentale che costituisce un importantissimo patrimonio agricolo-scientifico,  in quanto raccoglie tutte le specie d’ulivo esistenti. A seguire, visita di un agriturismo costruito su costruzione nobiliare del 800, ex guarnigione militare ed ex convento. La struttura, restaurata minuziosamente,  è oggi un’azienda  agricola, totalmente in regime biologico con terreni seminativi, boschivi e splendidi  uliveti che permettono la produzione di olio extravergine di oliva . Pranzo a base di prodotti tipici. Resto della giornata a disposizione. Pernottamento.

3giorno: colazione in hotel e partenza per Leonforte  per ammirarne il caratteristico centro storico, con il suo borgo originario,  le chiese e le affascinanti stradine. Da non perdere la visita alla  Chiesa del Convento dei Cappuccini che custodisce la preziosa tela, ‘L’elezione ad apostolo di Mattia’, capolavoro di Pietro Novelli.  La visita ai luoghi sacri di Leonforte non deve escludere la chiesa di San Giuseppe, impreziosita  da affreschi di Guglielmo Borremans  e la Chiesa Madre. La locale tradizione culinaria  conta su materia prime , frutto della terra: la pesca tardiva, la lenticchia nera  e la celebre fava larga, legata al mito di Ade e considerata nell’antichità, strumento degli inferi veicolo delle anime dei morti. Sono proprio i prodotti tipici di queste terre i protagonisti della visita di un’ azienda agricola  impegnata nella salvaguardia della biodiversità e nella valorizzazione di quelli che sono stati definiti  "gioielli delle colline ennesi" . Visita dell’azienda e degustazione.

 

DA NON PERDERE NELLE LOCALITA’ DEL PROGRAMMA

Se il vostro soggiorno è nella Settimana Santa  :

La celebrazione del venerdì santo, Enna. A partire dalle ore 16.30, le confraternite della città, secondo un ordine prestabilito, sfilano per le vie cittadine portando in processione la tradizionale "vara" (bara) con la rappresentazione del corpo di Gesù Cristo, accompagnato da Maria Addolorata. Il tutto è reso particolarmente emozionante  dal suono delle marce funebri suonate dalle bande musicali,  che accompagnano la processione, che si conclude nella suggestiva atmosfera del cimitero cittadino, dove viene impartita la benedizione con la Spina Santa.

La Domenica di Pasqua, Enna. Emozionante la Processione della Pace durante la quale la Madonna e il Cristo Risorto vengono portati dai confrati in processione, per convergere ai piedi della Cattedrale.

 

Se il vostro soggiorno è nel mese di Marzo  :

Altari di San Giuseppe , Leonforte.  Il paese vive questa ricorrenza del 19 marzo con grande partecipazione;  già nel pomeriggio del 18, e per tutta la notte fino alle prime luci dell'alba, gruppi festosi animano  le antiche strade alla ricerca degli  altari, tavolate imbandite di pane lavorato, primizie, bevande e dolciumi. A mezzogiorno del 19, si giunge alla cerimonia conclusiva con la distribuzione ai “santi” di un corredo di vivande, donazione che è preceduta da un rituale antico che ricorda  quello dell'ultima cena.

 

Se il vostro soggiorno è nel mese di Luglio:

Maria Santissima della Visitazione, Enna. E’ la festa della Madonna della Visitazione che si celebra il 2 luglio; la celebrazione inizia con i 101 colpi a cannone che svegliano la città alle 7 del mattino  per poi continuare con la folla dei fedeli che popolano  le vie principali del centro storico per assistere alla processione della statua della Madonna,  ingioiellata con ori e pietre preziose,  parte del tesoro del Duomo. Nel corso delle celebrazioni, oltre cento uomini scalzi, noti come gli ignudi, portano il fercolo a spalla dal Duomo fino alla "Chiesa di Montesalvo”, dalla quale escono correndo le statue di  San Zaccaria e di Santa Elisabetta, che vanno incontro alla Madonna.  Caratteristica della processione , le cosiddette "sarbiate", salve di cannone , esplose nelle piazze dove la processione fa tappa. La Vergine rimane “ospite” dei due anziani cugini, Zaccaria ed Elisabetta, per due domeniche consecutive al 2 luglio, per poi essere  ricondotta al duomo con un’ analoga processione.

 

DA NON PERDERE NELLE LOCALITA’ LIMITROFE

Villa Romana del Casale, Piazza Armerina. Una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni che ha riportato alla luce la  villa romana , meglio conservata al mondo. Risalente al IV secolo D.C, la villa romana fu edificata su una “fattoria”, una villa rustica della  prima metà del III secolo d.C. finalizzata alla coltivazione dei cereali, materia prima strettamente legata al culto di Cerere, la dea del grano e della terra coltivata. Entrata di diritto a far parte dei siti Unesco, la  villa rappresenta un documento di storia dell’arte unico al mondo;  l’importanza delle rappresentazioni  e   l’ immenso valore artistico  dei suoi oltre 40 pavimenti a mosaico policromo regalano al visitatore un’esperienza emozionante  ed unica di conoscenza della vita degli antichi romani.

Museo Archeologico, Aidone. Situato presso un ex convento dei Cappuccini del XVII secolo. Il museo custodisce i reperti  provenienti da Morgantina e dal colle di Cittadella; i reperti,  appartenenti al periodo che va dal IX alla metà del V secolo a.C,  sono  la preziosa testimonianza della coesistenza delle culture sicula e greca nella cittadina. Tra i tanti reperti esposti spiccano per interesse, la testa dell'Ecce Homo (attribuita a un certo Frà Umile da Petralia) , che presenta la particolarità di cambiare espressione a seconda dell'angolo di visuale, il meraviglioso altare maggiore in legno dorato , i  due acroliti (due teste, tre mani e tre piedi in marmo) di epoca greca arcaica,  appartenenti verosimilmente alle dee Demetra e Kore ed infine la celebre statua della Dea di Morgantina, balzata alla cronache per essere stata  trafugata nella seconda metà del Novecento, poi venduta al Paul Getty Museum che, dopo un lungo contenzioso,  ha deciso di restituirla alla “terra natale” nel marzo del 2011.

Sito archeologico di Morgantina. Alla scoperta di una città antica che ebbe il suo maggiore splendore nel III sec. AC  per poi essere abbandonata quattro secoli dopo. Gli scavi si estendono in una piccola vallata e sulle due colline che la racchiudono; al visitatore appaiono chiaramente l'agora, un piccolo teatro e, sulla collina a nord, alcuni mosaici.  Si suggerisce di integrare la visita al sito con quella al Museo Archeologico di Aidone, dove oggi sono custoditi  buona parte dei reperti rinvenuti.